Giuseppe Verdi (Busseto, 1813 – Milano, 1901) – Scheda biografica

Author: Corrado Mingardi

La vita – Le opere

La famiglia del Verdi esercitava attività di piccolo commercio: il padre Carlo gestiva alle Roncole una piccola osteria e rivendita di vini e altri generi, così come, in un villaggio vicino, la famiglia della madre, Luigia Uttini. Oltre al Verdi la coppia ebbe una figlia, Giuseppa Francesca, mentalmente ritardata, che morì sedicenne nel 1833. Inizia gli studi musicali con un vecchio organista di Roncole, Pietro Baistrocchi; a Busseto, dove frequenta il ginnasio, migliora la sua istruzione musicale con l’aiuto di un commerciante, Antonio Barezzi, appassionato dilettante di musica e mecenate della banda municipale. Questi lo affida a Ferdinando Provesi, maestro di cappella e organista della collegiata di San Bartolomeo. Si fidanza con Margherita, figlia del suo protettore, il quale lo aiuta a studiare a Milano, sotto il maestro Vincenzo Lavigna (dopo essere stato scartato al conservatorio). Nel 1836 torna a Busseto, ottiene il posto di maestro di cappella e sposa Margherita; nel 1839 riscuote un buon successo con la prima opera, “Oberto conte di San Bonifacio”, rappresentata alla Scala per beneficenza. Gli vengono ordinate due opere buffe ed una seria, ma i lutti che colpiscono Verdi (fra il 1838 ed il 1840 gli muoiono i due figlioletti e la moglie) non favoriscono la composizione di “Un giorno di regno”, che cade clamorosamente alla Scala. Nel 1842 ha invece successo “Nabucco” e il coro “Va pensiero” accende negli animi quello spirito patriottico e antiaustriaco dei quali il maestro diventa simbolo. La sua attività è incessante: “I Lombardi alla prima crociata” (1843), “Ernani” (1844), “I due Foscari” (1844), “Giovanna d’Arco” (1845), “Alzira” (1845), “Attila” (1846), “Macbeth” (1847), “I masnadieri” (1847), “Il corsaro” (1848), “La battaglia di Legnano” (1849), “Luisa Miller” (1849), “Stiffelio” (1850), “Rigoletto” (1851), “Il trovatore” (1853), “La traviata” (1853), “I vespri siciliani” (1855), “Simon Boccanegra” (1857), “Un ballo in maschera” (1859). Nel 1859 sposa, dopo anni di convivenza, Giuseppina Strepponi, già interprete di alcune sue opere. Scrive poi “La forza del destino” (1862), “Don Carlos” (1867), “Aida” (1871), “Messa da Requiem” (1874, dedicata al Manzoni), “Otello” (1887) e “Falstaff” (1893). Con i “Quattro pezzi sacri” del 1898 si conclude l’attività creativa del maestro, che trascorre in solitudine gli ultimi anni nella villa di Sant’Agata. Muore all’Hôtel Milano, nell’omonima città. Alla città di Milano dona una casa di riposo per vecchi musicisti, nella cui cappella viene sepolto accanto alla seconda moglie.

Biblio

BONI, Oreste. Giuseppe Verdi: l’uomo, le opere, l’artista. Parma, Battei, 1901.

PHILLIPS-MATZ, Mary Jane. Verdi. A biografy. Londra, Oxford-New York, Oxford University Press, 1993.

MARCHESI, Gustavo – PASI, Mario. Verdi. La vita. I viaggi. Parma, Guanda, 1993.

CAFASI, Francesco. Giuseppe Verdi fattore di Sant’Agata. Parma, Fondazione Cariparma, 1994.

MIOLI, Piero. Verdi: tutti i libretti d’opera. Roma, Newton & Compton, 2001.

Il teatro di Verdi. La vita, le opere, gli interpreti. Milano, 1997.

ALLEGRI, Lucia – MONICI, Anna. L’uomo Verdi benefattore del comune di Villanova. Piacenza, Tip.Le.Co.,1998.

MARCHESI, Gustavo. Buon appetito Maestro. Parma, Battei, 2001.

Giuseppe Verdi: un goloso raffinato. Una raccolta di saggi a cura di Andrea Grignaffini, Giampaolo Minardi, Corrado Mingardi, Mariangela Rinaldi Cianti, Raimonda Rocchetta Valesi. Parma, Tecnografica, 2001.

La cucina di Verdi: armonie di note, profumi e sapori sulla tavola del maestro. Milano, G. Mondadori, 2003.