{"code":0,"message":"","data":{"POIs":[{"poiId":"7","type":"type1","typeIconUrl":"","bannerImageUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/poi-1@3x.png","mapIconUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/poi-1@3x.png","title":"Piazza Grande e i Portici del Grano","detail":"<p class=\"p1\">Il palazzo comunale fu in passato il fulcro dell&#8217;economia cittadina\u00a0e la maggior parte dei commerci si svolgeva nelle sue vicinanze. Cos\u00ec i mercati del grano, delle verdure, della farina, del pesce, delle carni. del sale, della legna e del carbone circondavano la <span class=\"s8\">piazza <\/span>del Comune. mentre i mercati del bestiame e dei commestibili, che per loro natura necessitavano di ampi spazi. avevano luogo nelle aree circostanti l&#8217;austero palazzo della Pilotta.<\/p>\n<p class=\"p3\">La vocazione commercia<span class=\"s10\">l<\/span>e della <i>platea. <\/i>risale all&#8217;epoca romana- e probabilmente prima ancora nel tempo &#8211; quando il <i>Forum, <\/i>cuore politico, religioso e amministrativo della <span class=\"s12\">citt\u00e0, <\/span>ospitava periodicamente gli incontri e gli scambi. Dove si trova la sede della Banca Commerciale si aprivano nel Medioevo <span class=\"s12\">i<\/span> por<span class=\"s16\">t<\/span>ici del <i>Palazzo dei Mercanti. <\/i>Ancor oggi i volti che si aprono al <span class=\"s18\">p<\/span><span class=\"s19\">i<\/span><span class=\"s18\">ano <\/span>terreno del Municipio si chiamano <i>Portici del grano <\/i>a ricordo dei mercati che qui si tenevano fino al XIX secolo.<\/p>\n","date":"2016-01-01T00:00:00Z","email":"","phone":"","latitude":44.801479213124544,"longitude":10.327988947221343,"timeInterval":"","order":1,"externalContentUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/piazza-grande-e-i-portici-del-grano\/?is_app=1","qrCodeUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/piazza-grande-e-i-portici-del-grano\/?is_app=1","booking":"","booking_url":""},{"poiId":"9","type":"type2","typeIconUrl":"","bannerImageUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-2@3x.png","mapIconUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-2@3x.png","title":"I borghi dietro il Comune e la dogana del sale","detail":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il <\/span>commercio del sale era sottoposto ad una tassa del Comune\u00a0che, come si legge nella <i>Chronica<\/i><i> <\/i>di Fra&#8217; Salimbene de Adam, nel 1277 <span class=\"s6\">inizi\u00f2 <\/span>la costruzione della <i>Dogana del sale, <\/i><span class=\"s11\">si<\/span><span class=\"s12\">t<\/span>uata all&#8217;angolo dell&#8217;odierno borgo San Vitale, ove tuttora rimane, a memoria, il toponimo di borgo della Salina.<\/p>\n<p class=\"p3\">Parma, a differenza di altri territori, poteva rifornirsi di sale grazie ai pozzi di acqua salata della zona di Salsomaggiore<span class=\"s16\">,<\/span>molti dei quali di propriet\u00e0 del Comune. La presenza di questo sa<span class=\"s17\">l<\/span>e favor\u00ec <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>notevolmente lo sviluppo dell&#8217;arte salumiera parmigiana.<\/p>\n<p class=\"p4\">Si pensa che proprio l&#8217;umidit\u00e0 del sale sia tra le cause principali del cedimento e del crollo della Torre civica avvenuta nel 1609, a cui erano addossati i depositi comunali e che po<span class=\"s12\">rt<\/span>arono alla <span class=\"s6\">rico<\/span>struzione del palazzo nelle forme attuali.<\/p>\n","date":"2016-01-01T00:00:00Z","email":"","phone":"","latitude":44.80070458722538,"longitude":10.328772327647357,"timeInterval":"","order":2,"externalContentUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/i-borghi-dietro-il-comune-e-la-dogana-del-sale\/?is_app=1","qrCodeUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/i-borghi-dietro-il-comune-e-la-dogana-del-sale\/?is_app=1","booking":"","booking_url":""},{"poiId":"11","type":"type3","typeIconUrl":"","bannerImageUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-3@3x.png","mapIconUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-3@3x.png","title":"Il palazzo dei Beccaj e l'antica Locanda Sant'Ambrogio","detail":"<p class=\"p2\">Il grande edificio di epoca medievale dai muri <span class=\"s7\">i<\/span><span class=\"s6\">n<\/span> cotto all&#8217;angolo fra via Repubblica e borgo Sant&#8217;Ambrogio. oggi noto come <i>Palaz<\/i>zo <i>Fainardi,<\/i><i> <\/i>caratterizzato dalle torri angolari e dalle finestre ad arco, era stato per secoli <span class=\"s14\">il<\/span> <i>Palazzo<\/i><i> <\/i><i>dei<\/i><i> <\/i><i>Beccaj<\/i><i> <\/i>dove si aprivano tutte le macellerie cittadine. Successivamente l&#8217;immobile accolse il tribunale e la prigione e prese il nome di <i>Palazzo del Giudice Criminale.<\/i><\/p>\n<p class=\"p2\">La <i>Locanda<\/i><i> <\/i><i>Sant&#8217;Ambrogio,<\/i><i>\u00a0<\/i>con le ricche finestre quattrocentesche dalle cornici <span class=\"s6\">in<\/span> cotto,\u00a0<span class=\"s21\">\u00e8<\/span> di antiche origini medievali e viene <span class=\"s24\">ci<\/span>tato <span class=\"s6\">in<\/span> un rogito del 1520<span class=\"s26\">:<\/span> <i>\u00abHospitium<\/i><i> <\/i><i>sub<\/i><i> <\/i><i>signo<\/i><i> <\/i><i>Sancti<\/i><i> <\/i><i>Ambroxii&#8230; in<\/i><i> <\/i><i>civitate<\/i><i> <\/i><i>Parmae\u00bb.<\/i><i> <\/i>Attivo per secoli fino alla fine dell&#8217;Ottocento e quindi. convertito in ristorante, fino agli anni Ottanta del Nove- cento <span class=\"s29\">\u00e8<\/span> oggi sede di attivit\u00e0 bancarie. L&#8217;interno era caratterizzato da un grande camino in pietra e dai numerosi archi e conservava<span class=\"s31\">. <\/span>con le antiche strutture di origine medievale, il fascino del tempo. Proprio dal nome dell&#8217;albergo avrebbe poi tratto <span class=\"s14\">il<\/span> nome <span class=\"s14\">il<\/span> borgo ove l&#8217;esercizio era ubicato.<\/p>\n","date":"2016-01-01T00:00:00Z","email":"","phone":"","latitude":44.801519049227494,"longitude":10.329067558050156,"timeInterval":"","order":3,"externalContentUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/il-palazzo-dei-beccaj-e-lantica-locanda-santambrogio\/?is_app=1","qrCodeUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/il-palazzo-dei-beccaj-e-lantica-locanda-santambrogio\/?is_app=1","booking":"","booking_url":""},{"poiId":"13","type":"type4","typeIconUrl":"","bannerImageUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-4@3x.png","mapIconUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-4@3x.png","title":"Pescheria Vecchia e Piazzale della Macina","detail":"<p class=\"p1\">Non lontano dalla piazza del Comune si teneva, gi\u00e0 dal XV secolo,\u00a0il mercato del pesce nella piazza che prese il nome di <i>Pescheria Vecchia. <\/i>Nel 1544, abbattuta la chiesa di San Gio<span class=\"s7\">r<\/span>gio (che si trovava<span class=\"s8\"><i>\u00a0<\/i><\/span>dove <span class=\"s9\">\u00e8 <\/span><span class=\"s4\">l&#8217;odierna <\/span>piazza Cesare Battisti) del ter<span class=\"s10\">r<\/span>eno si fece una\u00a0piazza adibita alla vendita del pesce, soprattutto di acqua dolce proveniente dal Po, alimento importantissimo per tutto <span class=\"s12\">il <\/span>Medioevo<i>. <\/i>Una parte del pesce fresco che si vendeva in citt\u00e0 veniva pescato nelle fosse che circondavano le mura<span class=\"s7\">. <\/span>appartenenti al Comune e affittate annualmente ai pescatori.<\/p>\n<p class=\"p4\">A fianco di <i>Pescheria Vecchia<\/i><i> <\/i>si <span class=\"s8\"><i>trovava<\/i><\/span><i> <\/i><span class=\"s8\">&#8211;<\/span> e tuttora rimane &#8211; il\u00a0<i>Piaz<\/i><i>zale della Macina, \u00a0<\/i>ove si pagava la gabella pri<span class=\"s21\">m<\/span>a e la tassa del macinato poi, al Comune. Anche l&#8217;attuale strada <span class=\"s14\">X<\/span><span class=\"s23\">X <\/span>Marzo, che si raggiunge superando, con l&#8217;arco, una delle porte &#8211; l&#8217;unica superstite &#8211; che richiudevano <span class=\"s12\">in <\/span>epoca viscontea la <i>Piazza Grande,<\/i><i>\u00a0<\/i>era denominata <i>Via della<\/i><i> <\/i><i>Macina.<\/i><\/p>\n","date":"2016-01-01T00:00:00Z","email":"","phone":"","latitude":44.80174933196493,"longitude":10.329881608486176,"timeInterval":"","order":4,"externalContentUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/pescheria-vecchia-e-piazzale-della-macina\/?is_app=1","qrCodeUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/pescheria-vecchia-e-piazzale-della-macina\/?is_app=1","booking":"","booking_url":""},{"poiId":"15","type":"type5","typeIconUrl":"","bannerImageUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-5@3x.png","mapIconUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-5@3x.png","title":"Via Cavour, gi\u00e0 \"Via Nuova dei Beccaj\"","detail":"<p class=\"p1\">L&#8217;attuale via Cavour era un tempo detta <i>Vianuova dei Beccaj,<\/i><i> <\/i>ove\u00a0erano raggruppate<span class=\"s2\">, <\/span>fino al XIV secolo, la maggior parte delle macellerie nel <i>Palazzo dei Beccaj; <\/i>vi si trovava anche il macello (che doveva occupare grosso modo l&#8217;angolo fra via Cavour e piazzale Battisti), <i>l&#8217;Officium Schanaturae (l&#8217;Ufficio della Scannatura<\/i><span class=\"s2\"><i>, <\/i><\/span>ove risiedevano gli addetti al controllo delle macellazioni, era ubicato all&#8217;angolo tra <i>Borgo del Governo <\/i>e <i>Via dei Beccaj (<\/i>angolo via Mameli &#8211; via Cavour) ed erano installate le bilance pubbliche a servizio della comunit\u00e0<span class=\"s5\">. <\/span>Lungo la strada scorreva<span class=\"s2\">, <\/span>poi, il <i>Canale dei <\/i><span class=\"s6\"><i>Beccai, <\/i><\/span>che veniva utilizzato <span class=\"s7\">in <\/span>via esclusiva p<span class=\"s2\">e<\/span>r l&#8217;eliminazione degli scarti della macellazione.<\/p>\n","date":"2016-01-01T00:00:00Z","email":"","phone":"","latitude":44.80204727092359,"longitude":10.328549844249665,"timeInterval":"","order":5,"externalContentUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/via-cavour-gia-via-nuova-dei-beccaj\/?is_app=1","qrCodeUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/via-cavour-gia-via-nuova-dei-beccaj\/?is_app=1","booking":"","booking_url":""},{"poiId":"17","type":"type6","typeIconUrl":"","bannerImageUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-6@3x.png","mapIconUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-6@3x.png","title":"Crusca, farina, frutta e verdura: Borgo Ronchini","detail":"<p class=\"p1\">Nei pressi di <i>Piazzale della Macina<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span><\/i>si trovava<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span><i>Borog dal <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Romei, <\/i>oggi borgo Ronchini, cos\u00ec chiamato perch\u00e9 vi si te<span class=\"s1\">n<\/span>eva la vendita della crusca &#8211; <i>romei <\/i>in dialetto parmigiano &#8211; e delle farine.<\/p>\n<p class=\"p2\">Da via Mameli si intravede anche piazzale della Steccata, un tempo denominata <i>Piazza<\/i><i> <\/i><i>delle<\/i><i> <\/i><i>Ortolane <\/i>perch\u00e9 qui si teneva fino alla seconda<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>met\u00e0<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>dell&#8217;Ottocento<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>due<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>volte<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span><span class=\"s5\">la<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span><\/span>settimana<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span><span class=\"s13\">il <\/span>mercato della verdura e degli ortaggi. Il posto delle bancarelle era contraddistinto<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>da quadrati<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>in ammattonato<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>delimitati da cordoli in granito rosa e gli spazi erano assegnati con precisione dal Comune. Met\u00e0 dello spazio era o<span class=\"s1\">c<\/span>cupato dai banchi degli orti della citt\u00e0, e in prima linea quelli di Corte. per la vendita al pubblico dei propri prodotti.<\/p>\n","date":"2016-01-01T00:00:00Z","email":"","phone":"","latitude":44.802206388154694,"longitude":10.328411712268462,"timeInterval":"","order":6,"externalContentUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/crusca-farina-frutta-e-verdura-borgo-ronchini\/?is_app=1","qrCodeUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/crusca-farina-frutta-e-verdura-borgo-ronchini\/?is_app=1","booking":"","booking_url":""},{"poiId":"19","type":"type7","typeIconUrl":"","bannerImageUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-7@3x.png","mapIconUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-7@3x.png","title":"Borgo del Salame e Borgo Bondiola","detail":"<p class=\"p1\"><i>Borog dal Romei <\/i><span class=\"s1\">(via <\/span>Ronchini) sfociava in <i>Borgo del Salame<\/i><i> <\/i>(oggi\u00a0via Zaccagni, a fianco della chiesa di S. Maria della Steccata) sede di laboratori di carne suina e per insaccati<span class=\"s3\">, <\/span>che davano il nome anche al <i>Borgo<\/i><i> <\/i><i>Bondiola,<\/i><i> <\/i>(oggi via <span class=\"s8\">A.<\/span> Mazza) dove <span class=\"s3\">s<\/span>i trovava anche una antica osteria<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>che portava questo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>caratter<span class=\"s11\">i<\/span>stico nome, che nel dialetto<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>parmigiano<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>indica<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>la Coppa<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>stagio<span class=\"s3\">n<\/span>ata di maiale. La presenza dei laboratori dei salumai in queste<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>s<span class=\"s12\">t<\/span>rade era favorita dalla vicinanza del macello.<\/p>\n","date":"2016-01-01T00:00:00Z","email":"","phone":"","latitude":44.80271925625955,"longitude":10.3279799828033,"timeInterval":"","order":7,"externalContentUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/borgo-del-salame-e-borgo-bondiola\/?is_app=1","qrCodeUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/borgo-del-salame-e-borgo-bondiola\/?is_app=1","booking":"","booking_url":""},{"poiId":"21","type":"type8","typeIconUrl":"","bannerImageUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-8@3x.png","mapIconUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-8@3x.png","title":"I mestieri dell'uomo: Cattedrale e Battistero","detail":"<div class=\"page\" title=\"Page 9\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Dalla centralissima via Cavour giungiamo alla Cattedrale di Parma, splendido monumento romanico, consacrato nel 1106 e dedicato a Maria Assunta, immortalata dal tratto sublime del Correggio (1489-1534), nella vorticosa, ineguagliabile cupola.<\/p>\n<p>Qui, proprio sul portale principale di accesso, custodito da due imponenti leoni stilofori, si trova la piu\u0300 antica rappresentazione cittadina della lavorazione delle carni suine. Nell\u2019arco dei mesi l\u2019anonimo scultore dell\u2019XI secolo ha raffigurato in novembre la macellazione del maiale. Negli altri mesi sono riconoscibili la pesca di fiume, il taglio del fieno, la mietitura e la vendemmia.<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 10\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>A pochi metri lo scrigno rosato del Battistero, opera somma di\u00a0Benedetto Antelami e capolavoro del nascente gotico, conserva la testimonianza preziosa di un altro affascinante ciclo de\u00a0mesi, dove le attivita\u0300 dell\u2019uomo si specchiano nelle acque lustrali dell\u2019ottagonale vasca del battesimo. Qui il grano e la vite si affiancano alla coltivazione delle rape e \u2013 nella straordinaria formella del segno dell\u2019Acquario \u2013 alla preparazione di salami e salsicce all\u2019interno di una cucina medievale.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\"><\/div>\n","date":"2016-01-01T00:00:00Z","email":"","phone":"","latitude":44.803295345541635,"longitude":10.329827288816091,"timeInterval":"","order":8,"externalContentUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/i-mestieri-delluomo-cattedrale-e-battistero\/?is_app=1","qrCodeUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/i-mestieri-delluomo-cattedrale-e-battistero\/?is_app=1","booking":"","booking_url":""},{"poiId":"23","type":"type9","typeIconUrl":"","bannerImageUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-10@3x.png","mapIconUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-10@3x.png","title":"L'antica spezieria di San Giovanni","detail":"<p class=\"p1\">Alle spalle della Cattedrale, l&#8217;antica <i>Spezieria<\/i><i> <\/i><i>di<\/i><i> <\/i><i>San<\/i><i> <\/i><i>Giovanni,<\/i><i> <\/i>annessa all&#8217;omonimo Monastero Benedettino,\u00a0<span class=\"s5\">\u00e8 <\/span>documentata dal 1201 ma <span class=\"s5\">\u00e8<\/span> probabilmente ancora pi\u00f9 antica. Venne gestita dai monaci fino al 1766 quando, per decisione del Primo ministro della Corte borbonica, Guglielmo Du Tillot (1711-1774), fu secolarizzata e aperta sull&#8217;esterno. Rimase attiva ininterrottamente fino al 1896 quando, con la morte di <span class=\"s1\">Luigi <\/span>Gardoni,\u00a0<span class=\"s14\">ultimo <\/span>fa<span class=\"s15\">r<\/span>macista, chiuse i battenti. Salvata dalla distruzione e trasformata oggi in spazio museale, conserva in ambienti di straordinario fascino e atmosfera le decorazioni delle volte e gli arredi lignei originali del XVII-XVIII secolo opera dell&#8217;intagliatore Alessandro Vandoni e un prezioso corredo di vasellami, strumenti e testi farmacologici<span class=\"s18\">. <\/span>Erbe, spezie ed estratti venivano preparati nel laboratorio con il pozzo. La porta della cantina <span class=\"s19\">\u00e8 <\/span>ornata da <span class=\"s20\">un&#8217;epigrafe <\/span>latina che <span class=\"s1\">invita <\/span>a non attardarsi fra le botti per non risalire traballanti. Nonostante le numerose preparazioni a base di erbe, la dieta rimase fino al XIX secolo uno dei pi\u00f9 importanti mezzi di cura a disposizione dei medici.<\/p>\n","date":"2016-01-01T00:00:00Z","email":"","phone":"","latitude":44.80330892523014,"longitude":10.332011058860758,"timeInterval":"","order":9,"externalContentUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/antica-spezieria-di-san-giovanni\/?is_app=1","qrCodeUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/antica-spezieria-di-san-giovanni\/?is_app=1","booking":"","booking_url":""},{"poiId":"25","type":"type10","typeIconUrl":"","bannerImageUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-11@3x.png","mapIconUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-11@3x.png","title":"La mensa delle monache di San Paolo","detail":"<p class=\"p1\">Riguadagniamo, a ritroso<span class=\"s1\">, <\/span>la piazza del Duomo <span class=\"s2\">e <\/span>via Cavour. Poco\u00a0discosto, il vasto complesso di San Paolo &#8211; antic<span class=\"s1\">h<\/span>issimo monastero delle monache Benedettine, gi\u00e0 esistente nel 985 d. C. &#8211; cela il tesoro prezioso degli appartamenti della badessa Giovanna da Piacenza che nel 1519 commission\u00f2 a Antonio Allegri detto il Correggio la celebre Camera da considerarsi uno dei massimi capolavori del Rinascimento italiano. In un complesso percorso iconografico, colti rimandi alla mitologia classica si <span class=\"s2\">uniscono <\/span>a una pregevole rappresentazione di vasi e suppellettili da tavola che rimandano all&#8217;uso di suppellettili nella vita quot<span class=\"s13\">i<\/span>diana delle monache come rappresentato negli affreschi esposti nel refettorio.<\/p>\n","date":"2016-01-01T00:00:00Z","email":"","phone":"","latitude":44.80413015238239,"longitude":10.32867996871721,"timeInterval":"","order":10,"externalContentUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/la-mensa-delle-monache-di-san-paolo\/?is_app=1","qrCodeUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/la-mensa-delle-monache-di-san-paolo\/?is_app=1","booking":"","booking_url":""},{"poiId":"27","type":"type11","typeIconUrl":"","bannerImageUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-12@3x.png","mapIconUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-12@3x.png","title":"Alla tavola di Maria Luigia. Museo \"Glauco Lombardi\"","detail":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il <\/span>Museo &#8220;Glauco Lombardi&#8221;, le cui sale accoglievano un tempo\u00a0gli ospiti dei Duchi di Parma, custodisce i preziosi cimeli legati alla Duchessa Maria Luigia (1791-1847) e al suo prospero governo (1816-1847). Fra ritratti, abiti, arredi e suppellettili,\u00a0<span class=\"s11\">t<\/span>roviamo anche un piatto con stemma della manifattura parigina Honor\u00e9 parte del servizio ducale di rappresentanza, una brocca e due bicchieri da vino in vetro della manifattura viennese Lobmeyr, la &#8220;Coppa della puerpera&#8221; in porcellana dorata e <i>biscuit <\/i>della manifattura parigina Dagoty, usata per offrire il primo brodo a Maria Luigia dopo la nascita del Re di Roma<span class=\"s11\">,\u00a0<\/span>e il superbo centrotavola <span class=\"s12\">dell&#8217;Imperatrice, <\/span>in bronzo dorato e cristallo, attribuito a Pierre P<span class=\"s11\">h<\/span>ilippe Thomire (1751-1843) e Jean-Baptiste Claude Odiot (1763-1850). Tutti elementi che ci aiutano ad immaginare <span class=\"s2\">l&#8217;eleganza <\/span>della tavola della Duchessa.<\/p>\n","date":"2016-01-01T00:00:00Z","email":"","phone":"","latitude":44.80379370755848,"longitude":10.327940639811686,"timeInterval":"","order":11,"externalContentUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/alla-tavola-di-maria-luigia\/?is_app=1","qrCodeUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/alla-tavola-di-maria-luigia\/?is_app=1","booking":"","booking_url":""},{"poiId":"29","type":"type12","typeIconUrl":"","bannerImageUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-13@3x.png","mapIconUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-13@3x.png","title":"Dalla preistoria ai banchetti di corte: Palazzo della Pilotta","detail":"<div class=\"page\" title=\"Page 12\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Poco discosta, oltre il grande prato verde di piazzale della Pace, si erge la mole imponente del Palazzo della Pilotta, eretto dai Duchi Farnese per ospitare i servizi della Corte fra il 1583 ed il 1611. Il grande complesso e\u0300 oggi il principale centro culturale della citta\u0300 e accoglie il Museo Archeologico Nazionale, la Biblioteca Palatina, il Museo Bodoniano, l\u2019emozionante Teatro Farnese e la Galleria Na- zionale, l\u2019Accademia Nazionale di Belle Arti, sale per mostre tem- poranee e biblioteche d\u2019arte.<\/p>\n<p>Il Museo Archeologico venne istituito nel 1761 dal Duca don Filippo di Borbone (1720-1765) per conservare ed esporre i reperti che giungevano dagli scavi della cittadina romana di Veleia nell\u2019Ap- pennino piacentino dopo il fortuito ritrovamento, nella localita\u0300, dell\u2019importantissima Tabula Alimentaria Traianea. La piu\u0300 grande iscrizione in bronzo dell\u2019antichita\u0300, venne studiata, tra gli altri, dal grande storico Ludovico Antonio Muratori (1672-1750) e contiene l\u2019elenco dei fondi, con relativi proprietari, che avevano benefi- ciato dei prestiti della cassa imperiale di Traiano i cui interessi venivano utilizzati per l\u2019educazione dei giovani poveri di Veleia.<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 13\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Sempre nel Palazzo della Pilotta, la ricchissima Biblioteca Palatina,\u00a0inaugurata nel 1769, custodisce i disegni originali per una serie di\u00a0piatti da tavola progettati nel 1639 per Odoardo Farnese (1612-1640) in vista di un pranzo con i Cardinali Antonio e Francesco<br \/>\nBarberini a Roma. Del banchetto mai realizzato, rimangono oggi\u00a0un centinaio di disegni, molti dei quali acquarellati, che ci mo\u00a0strano il gusto per l\u2019estetica della tavola del XVII secolo. Sono, poi, conservati due pregevoli manoscritti di gastronomia dei cuochi di corte farnesiani: una copia de Li quattro banchetti destinati per le quattro stagioni dell\u2019anno di Carlo Nascia (1681) e l\u2019unico esemplare noto del Piciol lume di cucina di Antonio Maria Dalli (1701), entrambi redatti dal copista Carlo Giovanelli.<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 13\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Nei vasti e suggestivi spazi della Galleria Nazionale, nata dalle collezioni della settecentesca Accademia Parmense di Belle Arti e oggi una delle piu\u0300 importanti d\u2019Italia, e\u0300 possibile ammirare lo straordinario trionfo da tavola dello scultore spagnolo Damia\u0300 Campeny (1771-1855), composto da oltre cento pezzi in marmo, bronzo e alabastro, realizzato a Roma fra il 1804 ed il 1806 e destinato all\u2019Ambasciata di Spagna, giunto a Parma dopo una probabile sosta a Lucca: un tripudio di eleganza che fa ben comprendere quanto contasse la tavola ed il banchetto nella politica delle Case regnanti d\u2019Europa dei secoli passati. Sono inoltre presenti interessanti nature morte che esaltano il tema del cibo in area padana, opere dei pittori emiliani Bartolomeo Arbotori (1594- 1676) e Felice Boselli (1650-1732).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","date":"2016-01-01T00:00:00Z","email":"","phone":"","latitude":44.80417186711182,"longitude":10.327911359802215,"timeInterval":"","order":12,"externalContentUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/dalla-preistoria-ai-banchetti-di-corte-palazzo-della-pilotta\/?is_app=1","qrCodeUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/dalla-preistoria-ai-banchetti-di-corte-palazzo-della-pilotta\/?is_app=1","booking":"","booking_url":""},{"poiId":"31","type":"type13","typeIconUrl":"","bannerImageUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-16@3x.png","mapIconUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-16@3x.png","title":"Borgo delle Cucine","detail":"<p class=\"p1\">All&#8217;ombra della Pilotta, <span class=\"s1\">in <\/span>una zona che <span class=\"s2\">le <\/span>bombe della Seconda<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Guerra<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>mondiale<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>hanno<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>sconvolto <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>e<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>radicalmente<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>mutato, <span class=\"s1\">in <\/span>quello che anticamente si chiamava <i>Borgo della Farmacia <\/i>di Corte, dal 1873 si trovavano le cucine economiche allestite per sfamare i poveri durante la stagione invernale. Oggi nello spiazzo antistante si tiene il mercato settimanale.<\/p>\n","date":"2016-01-01T00:00:00Z","email":"","phone":"","latitude":44.80412261525113,"longitude":10.326274260713262,"timeInterval":"","order":13,"externalContentUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/borgo-delle-cucine\/?is_app=1","qrCodeUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/borgo-delle-cucine\/?is_app=1","booking":"","booking_url":""},{"poiId":"33","type":"type14","typeIconUrl":"","bannerImageUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-17@3x.png","mapIconUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-17@3x.png","title":"Piazza Ghiaia e i mercati della citt\u00e0","detail":"<p class=\"p1\">L&#8217;area della piazza, che lambisce <span class=\"s1\">il<\/span> torrente Parma, venne lasciata\u00a0<span class=\"s2\">libera <\/span>dopo la devastante piena del <span class=\"s5\">1177 <\/span>che ne aveva spostato l&#8217;alveo verso Ovest rendendo inutilizzabile anche <span class=\"s5\">i<\/span><span class=\"s8\">l <\/span>ponte di <span class=\"s2\">pie<\/span>tra che ancor oggi giace sepolto sotto la via Em<span class=\"s9\">i<\/span>lia. In quest&#8217;area ghiaiosa si tennero per secoli fiere e mercati. Qui nel 1509 venne trasferito<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>il macello<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>pubblico.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Nell&#8217;Ottocento<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>vennero<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>riuniti qui i vari mercati cittadini, liberando la <span class=\"s10\"><i>Piazza Grande <\/i><\/span>e le zone <span class=\"s2\">limi<\/span>trofe e la Ghiaia divenne il cuore commerciale della citt\u00e0. Nel 1836 vennero costruite le <span class=\"s13\">&#8220;Beccherie&#8221; <\/span>per riunirvi tutte le macellerie cittadine. Demolite nel 1928, venne costruito <span class=\"s1\">il <\/span>mercato sottostante il viale di Lungoparma e negli anni Cinquanta del Novecento vennero erette tettoie per i venditori ambulant<span class=\"s16\">i, <\/span>sostituite dalle attuali coperture in vetro nel 2010. In questa zona, per tradizione, si trovano i negozi di alimentari con i prodotti <span class=\"s2\">tipici <\/span>del territorio<span class=\"s9\">.<\/span><\/p>\n","date":"2016-01-01T00:00:00Z","email":"","phone":"","latitude":44.80397126359671,"longitude":10.325529018524207,"timeInterval":"","order":14,"externalContentUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/piazza-ghiaia-e-i-mercati-della-citta\/?is_app=1","qrCodeUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/piazza-ghiaia-e-i-mercati-della-citta\/?is_app=1","booking":"","booking_url":""},{"poiId":"35","type":"type15","typeIconUrl":"","bannerImageUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-18@3x.png","mapIconUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-18@3x.png","title":"Piazzale San Bartolomeo e i Mercati dell'Abate","detail":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">In <\/span>questa piccola e raccolta piazzetta, che si apre sull&#8217;abside della\u00a0antichissima chiesa di San Bartolomeo. gi\u00e0 esistente nell&#8217;833 d. C.. posta ancora fuori delle mura, ma pi\u00f9 vicino al <span class=\"s9\">centro <\/span>commerciale della citt\u00e0, si teneva, fin dal Mille l&#8217;antico <i>Mercato<\/i><i> <\/i><i>di<\/i><i> <\/i><i>San<\/i><i> <\/i><i>Bartolomeo <\/i>che, col vicino <i>Mercato di Sant&#8217;Alessandro <\/i>costituivano i <i>Mercati dell&#8217;Abate, <\/i>ove venivano venduti i prodotti delle propriet\u00e0 dei monasteri. <span class=\"s11\">Gli <\/span>stretti borghi che la univano con la <i>Strada dei Mercanti <\/i>(oggi via Mazzini) erano punteggiati di os<span class=\"s14\">t<\/span>erie e locande, come la &#8220;Fortuna&#8221; e i &#8220;Tre Re&#8221;, posta <span class=\"s6\">in<\/span> borgo San Bartolomeo, a fianco de &#8220;La Rosa&#8221;, le &#8220;Due Colonne&#8221;, le &#8220;Tre <span class=\"s9\">Corone&#8221;, <\/span>la &#8220;Croce verde&#8221;, l'&#8221;Aquila Nera&#8221;,\u00a0<span class=\"s1\">il<\/span> <span class=\"s9\">&#8220;Gallo&#8221;<\/span> (che ha dato <span class=\"s13\">il<\/span> nome al borgo che conduce alla Steccata), la &#8220;Stella d&#8217;Oro&#8221;. Alle spalle della piazza del mercato, ne <span class=\"s22\">\u00e8 <\/span>oggi una estensione e vi affacciano numerosi negozi di alimentari di tradizione<span class=\"s14\">.<\/span><\/p>\n","date":"2016-01-01T00:00:00Z","email":"","phone":"","latitude":44.802620707091826,"longitude":10.326402832523513,"timeInterval":"","order":15,"externalContentUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/piazzale-san-bartolomeo-e-i-mercati-dellabate\/?is_app=1","qrCodeUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/piazzale-san-bartolomeo-e-i-mercati-dellabate\/?is_app=1","booking":"","booking_url":""},{"poiId":"38","type":"type16","typeIconUrl":"","bannerImageUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-19@3x.png","mapIconUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-19@3x.png","title":"Cibi esoterici sopra l'altare: Santa Maria della Steccata","detail":"<p class=\"p1\">Ancora pochi passi e le forme leonardesche della chiesa Magistrale di Santa Maria della Steccata danno corpo <span class=\"s1\">al<\/span><span class=\"s11\">l<\/span><span class=\"s1\">e<\/span> <span class=\"s12\">fantasie<\/span> iconografiche di un altro grande protagonista del rinascimento italiano: Francesco Mazzola, <span class=\"s7\">il <\/span>Pa<span class=\"s15\">r<\/span>migianino (1503-1540). Sull&#8217;arcone che sovrasta l&#8217;altar maggiore e la trecentesca maest\u00e0 con la Vergine che allatta, fra la teoria delle Vergini sagge e delle Vergini stolte dipinte fra il 1533 e il <span class=\"s12\">&#8217;39,<\/span> si dipana uno <span class=\"s12\">straordinar<\/span><span class=\"s18\">i<\/span>o campionario di alimenti. Dai granchi alle colombe, ai gamberi, ai capri, alle cappe sante, fino alla frutta; tutti dal forte significato simbolico e dal celato linguaggio alchemico: al di sopra dell&#8217;altare &#8211; luogo ove si consacra <span class=\"s7\">il<\/span> cibo per l&#8217;anima &#8211; l&#8217;artista ha fissato ne<span class=\"s18\">i\u00a0<\/span>secoli un vasto campionario di alimenti d&#8217;acqua e di terra.<\/p>\n","date":"2016-01-01T00:00:00Z","email":"","phone":"","latitude":44.80234386963585,"longitude":10.327222134323847,"timeInterval":"","order":16,"externalContentUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/cibi-esoterici-sopra-laltare-santa-maria-della-steccata\/?is_app=1","qrCodeUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/cibi-esoterici-sopra-laltare-santa-maria-della-steccata\/?is_app=1","booking":"","booking_url":""},{"poiId":"40","type":"type17","typeIconUrl":"","bannerImageUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-20@3x.png","mapIconUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-20@3x.png","title":"Cariparma: Sala Bocchi e Sala de Strobel","detail":"<div class=\"page\" title=\"Page 16\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>L\u2019ombra della cupola della Steccata si stende fino a piazza Ga- ribaldi, dove uno stretto passaggio ci riporta per raggiungere la sede della locale Cassa di Risparmio (oggi Cariparma \u2013 Cre\u0301dit Agricole). Al suo interno due luoghi di grande fascino riportano il tema del cibo nel mondo dell\u2019arte del XX secolo.<\/p>\n<p>La Sala del Consiglio della Cassa di Risparmio progettata integralmente \u2013 dai decori parietali agli arredi, all\u2019illuminazione \u2013 dal pittore parmigiano Amedeo Bocchi (1883-1976), fra il 1915 ed il 1917, riverbera di richiami klimtiani e di rimandi alla Secessione Vien- nese.<\/p>\n<p>Una delle pareti, dedicate ai temi del risparmio, illustra simbolicamente il lavoro della terra parmense e l\u2019abbondanza fra messi di grano dorato e favi stillanti miele.<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 16\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Poco oltre, in quella che un tempo era la Sala del Consiglio della Camera di Commercio ed e\u0300 ora parte integrante della sede cen- trale dell\u2019Istituto Bancario, si apre la sala dipinta tra il 1924 ed il 1925 da Daniele de Strobel (1873-1942), con grandi pannelli murali ad olio. Qui le pareti raccontano la lavorazione del latte, con le mandrie bovine, le donne che trasportano il bianco nettare e, al fondo, un caratteristico \u201ccasello\u201d per la produzione del formaggio Parmigiano; a fronte, la raccolta del pomodoro e una fabbrica per la trasformazione dell\u2019oro rosso in concentrato e conserva.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","date":"2016-01-01T00:00:00Z","email":"","phone":"","latitude":44.80115501032085,"longitude":10.327507463055781,"timeInterval":"","order":17,"externalContentUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/cariparma-sala-bocchi-e-sala-de-strobel\/?is_app=1","qrCodeUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/cariparma-sala-bocchi-e-sala-de-strobel\/?is_app=1","booking":"","booking_url":""},{"poiId":"42","type":"type18","typeIconUrl":"","bannerImageUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-22@3x.png","mapIconUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-22@3x.png","title":"Note... di gusto: Conservatorio di Musica \"Arrigo Boito\"","detail":"<p class=\"p1\">Nell&#8217;ex complesso monastico del Carmine, datab<span class=\"s1\">i<\/span>le alla fine del XIII\u00a0secolo, trova sede dall&#8217;Ottocento <span class=\"s3\">il <\/span>Conservator<span class=\"s4\">i<\/span><span class=\"s5\">o <\/span>di musica &#8220;Arrigo Boito&#8221;, fermamente sostenuto da Giuseppe Verdi (1813-1901) e frequentato da musicisti di livello internazionale, fra cui ricordiamo <span class=\"s13\">il<\/span> grande direttore d&#8217;orchestra Arturo Toscanini (1867-1957) titolare del vicino viale. Fra queste mura non <span class=\"s15\">\u00e8 <\/span><span class=\"s16\">r<\/span>aro sentire eseguire <span class=\"s17\">motivi <\/span>musicali delle opere di Verdi che inneggiano al cibo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>e al buon vino: dai monologhi di <i>Falstaff <\/i>al celebre <i>&#8220;Libiam ne&#8217;<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>lieti calici \/ Che la bellezza infiora,\/ e la fuggevol <\/i><span class=\"s8\"><i>ora<\/i><\/span><span class=\"s18\"><i>\/ <\/i><\/span><i>S&#8217;inebri a volutt\u00e0&#8221; <\/i>della <i>Traviata. <\/i>Un luogo dove anche <span class=\"s13\">la <\/span>musica non disdegna di lodare gusto e <span class=\"s8\">sapori<\/span><span class=\"s20\">.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">\n","date":"2016-01-01T00:00:00Z","email":"","phone":"","latitude":44.79979377416465,"longitude":10.324874606151525,"timeInterval":"","order":18,"externalContentUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/note-di-gusto-conservatorio-di-musica-arrigo-boito\/?is_app=1","qrCodeUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/note-di-gusto-conservatorio-di-musica-arrigo-boito\/?is_app=1","booking":"","booking_url":""},{"poiId":"44","type":"type19","typeIconUrl":"","bannerImageUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-23@3x.png","mapIconUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-23@3x.png","title":"Palazzo Bossi Bocchi e gli arredi da tavola tra Rinascimento e Barocco","detail":"<p class=\"p1\">Il palazzo, di origini settecentesche, accoglie oggi le Collezioni\u00a0d&#8217;Arte di Fondazione Cariparma. Tra queste fig<span class=\"s2\">u<\/span>rano una ricca collezione di nature morte di area padana, <span class=\"s3\">italiana <\/span>ed europea: ai maestri locali come Felice Boselli (1650-1732) si affiancano<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>opere di Giuseppe Recco (1634-1695) e di artisti fiamminghi tra i quali Peter Claesz (1597-1661)<span class=\"s5\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Un suggestivo allestimento permette di immaginare la raffinatezza della tavola dei secoli passati <span class=\"s10\">in <\/span>area padana attraverso la ricostruzione di due sale da pranzo con arredi originali del XVI-XVIII secolo <span class=\"s10\">in <\/span>cui figurano preziose ceramiche e vasi da cucina e da tavola dal Quattrocento.<\/p>\n","date":"2016-01-01T00:00:00Z","email":"","phone":"","latitude":44.79852471632921,"longitude":10.326109241733548,"timeInterval":"","order":19,"externalContentUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/palazzo-bossi-bocchi-e-gli-arredi-da-tavola-tra-rinascimento-e-barocco\/?is_app=1","qrCodeUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/palazzo-bossi-bocchi-e-gli-arredi-da-tavola-tra-rinascimento-e-barocco\/?is_app=1","booking":"","booking_url":""},{"poiId":"46","type":"type20","typeIconUrl":"","bannerImageUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-24@3x.png","mapIconUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/poi-24@3x.png","title":"Strada dei Genovesi e i lardaroli parmensi","detail":"<p class=\"p1\">Via Farini, anticamente <i>Strada dei Genovesi <\/i>per <span class=\"s1\">l<\/span><span class=\"s2\">a <\/span>presenza dei\u00a0fondachi dei mercanti che inoltravano formaggi e <span class=\"s4\">salumi <\/span>parmensi al porto ligure, era chiusa dalla <i>Porta Pidocchiosa, <\/i>ancor oggi visibile all&#8217;angolo con via Maestri e contrassegnata dall&#8217;emblema del pidocchio. La tradizione vuole che da qui transitassero i montanari provenienti dall&#8217;Appennino, spesso portatori del fastidioso parassita.<\/p>\n<p class=\"p1\">Di fronte, dove oggi si apre una grande libreria, si trovava l&#8217;Oratario delle Cinque Piaghe &#8211; un vicolo ne ricorda il nome &#8211; sede della Confraternita dei Lardaroli parmensi, depositari della tradizione millenaria degli insaccati e del formaggio parmigiano e ordinati in Arte autonoma solo dalla fine del Medioevo. No<span class=\"s3\">t<\/span>evole importanza aveva <span class=\"s4\">il <\/span>culto del santo protettore, San Lucio d<span class=\"s5\">i <\/span>Cavargna, che dal Seicento fino all&#8217;Ottocento risulta effigiato nelle licenze e sui documenti dell&#8217;Arte ed il cui dipinto, esposto fino al 1913 nell&#8217;Oratorio, <span class=\"s7\">\u00e8 <\/span>oggi conservato in Galleria Nazionale.<\/p>\n<p class=\"p3\">Fra i prodotti venduti<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>in esclusiva dai Lardaroli<span class=\"s9\">.<\/span>vi erano formaggi e carne salata a pezzi, olio, candele di sego, pesce salato, anguille<span class=\"s9\">, <\/span>e ancora salsicce, interiora e burro. In Archivio di Stato <span class=\"s7\">\u00e8 <\/span>custodito l&#8217;atto del 7 agosto 1612 redatto dal notaio camerale Giacomo Muratori alla presenza dell&#8217;Anziano dei Lardaroli e Formaggiai di Parma, affiancato da quattro reggenti, che sanciva la denominazione di origine del <i>&#8220;Parmigiano&#8221; <\/i>esclusivamente per quel formaggio prodotto nelle cascine prospicienti la citt\u00e0 esplicitamente elencate. Si tratta del pi\u00f9 antico documento di denominazione di origine di un prodotto alimentare che la storia dell&#8217;uomo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ricordi ed <span class=\"s7\">\u00e8 <\/span>legato ad uno dei prodotti d&#8217;eccellenza del territorio.<\/p>\n<p class=\"p3\">La <i>Piazza Grande<\/i><span class=\"s9\"><i>, <\/i><\/span>teatro secolare di ogni commercio, ci riaccoglie per la conclusione del nostro <span class=\"s17\">viaggio<\/span><span class=\"s18\">.<\/span><\/p>\n","date":"2016-01-01T00:00:00Z","email":"","phone":"","latitude":44.79990799807274,"longitude":10.327801597692087,"timeInterval":"","order":20,"externalContentUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/strada-dei-genovesi-e-i-lardaroli-parmensi\/?is_app=1","qrCodeUrl":"https:\/\/lapasseggiatadeisapori.it\/tappe\/strada-dei-genovesi-e-i-lardaroli-parmensi\/?is_app=1","booking":"","booking_url":""}],"appBundles":{"presBundleUrl":"http:\/\/www.viedeisapori.it\/app\/bundles\/bundle-pres.zip","partnerBundleUrl":"http:\/\/www.viedeisapori.it\/app\/bundles\/bundle-partners.zip"}}}